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Hai aderito allo scambio sul posto (SSP)? Come recuperare l’energia congelata nell’accumulo virtuale
Desamo | Fotovoltaico e pompe di calore
Pubblicato da Marzia Diodati in #ENERGIAPRATICA · Giovedì 06 Agosto 2026 · Tempo di lettura 7 minuti
Tags: fotovoltaicogse

Hai aderito allo scambio sul posto (SSP)? Come recuperare l’energia congelata nell’accumulo virtuale

Se il tuo impianto è in scambio sul posto, potresti avere un piccolo gruzzoletto nel tuo cassetto del GSE che non sapevi di avere

Se hai un impianto fotovoltaico installato da prima del maggio 2025, molto probabilmente hai aderito al regime di Scambio sul Posto (SSP) gestito dal GSE. Quello che molti proprietari di impianti non sanno, però, è che gran parte dell'energia prodotta d'estate e non consumata subito non va persa, ma finisce in un vero e proprio "cassetto energetico virtuale".
 
Ti sei mai chiesto che fine fanno quei kWh in più immessi in rete? O perché ogni anno vedi dei crediti accumulati sul portale del GSE senza sapere esattamente come usarli?
 
In questa guida facciamo chiarezza: vediamo cos'è l'accumulo virtuale, come verificare se hai un'eccedenza accumulata e quali sono le strategie migliori per valorizzare gli eventuali crediti accumulati, senza rischiare di svenderli al GSE.


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Cos’è l’accumulo virtuale del GSE

L'accumulo virtuale non è una batteria fisica installata nel tuo garage: è il meccanismo contabile con cui il GSE (Gestore dei Servizi Energetici) traccia e valorizza l'energia che il tuo fotovoltaico immette nella rete elettrica quando non sei a casa a consumarla.
 
Il GSE registra la differenza tra l'energia che hai immesso e quella che hai prelevato nell'arco dell'anno. Se a fine anno hai immesso più energia di quella che hai consumato, si generano le cosiddette eccedenze.
 
A questo proposito, invitiamo i possessori di un impianto fotovoltaico in Scambio sul Posto (SSP) a diffidare dalle aziende che presentano l'accumulo virtuale come una “promo” o un “bonus aziendale”, promuovendolo come uno sconto sull’acquisto di una pompa di calore o altri dispositivi, o che promettono “batterie virtuali in cloud”.
 
L’accumulo virtuale non è uno sconto: è un diritto contabile previsto dalla legge e gestito esclusivamente dal GSE. Nessun intermediario può “offrire” l’accumulo virtuale (al massimo, può verificare se hai maturato eccedenze): si tratta di soldi o kWh che sono già tuoi e che si trovano nel cassetto GSE.


Non hai tempo per leggere? Guarda il nostro video-riassunto e scopri in 1 minuto le principali informazioni

 
Disclaimer: Video-sintesi creata con NotebookLM (Google AI) sulla base dei nostri contenuti tecnici e verificata dai nostri esperti Desamo

Il video non carica? Clicca qui


Esiste ancora lo Scambio sul Posto (SSP)?

No, lo Scambio sul Posto è stato ufficialmente eliminato per i nuovi impianti. Se hai installato (o stai per installare) il tuo impianto fotovoltaico dopo maggio 2025, non puoi più accedere a questo regime.
 
Per le nuove installazioni il meccanismo di valorizzazione dell'energia immessa in rete è cambiato ed è passato al Ritiro Dedicato (RID). Se vuoi scoprire come funziona la compravendita dell'energia con le nuove regole, leggi il nostro articolo approfondito sul Ritiro Dedicato.
 

Come funziona l’accumulo virtuale per fotovoltaico

A differenza di un accumulo fisico con batterie, che immagazzina l'energia chimicamente per rendertela disponibile quando ne hai necessità, possiamo definire l’accumulo virtuale come un sistema finanziario e quantitativo.
Il funzionamento dell’accumulo virtuale si basa su un principio contabile cosiddetto a conguaglio:
     
  1. In estate (o di giorno): il tuo impianto produce tanto. L'energia che non autoconsumi subito viene immessa nella rete elettrica nazionale e registrata dal GSE come credito
  2. In inverno (o di sera): il tuo impianto produce meno o è fermo. Prelevi l’energia dalla rete per far funzionare la casa
  3. A fine anno (conguaglio): il GSE calcola la differenza tra l’energia immessa e quella prelevata.
 
Se hai immesso più valore economico di quanto ne hai prelevato, si generano le cosiddette eccedenze. Quest’ultime possono essere o lasciate lì in “accumulo virtuale”, a tempo indeterminato, per compensare consumi elettrici futuri oppure ne puoi richiedere la liquidazione.

Come verificare se è presente un’eccedenza nell’accumulo virtuale

Capire se hai accumulato energia nel tuo cassetto GSE è un'operazione che dipende dal tipo di contatore installato a casa tua:
 
  • Se il contatore non è mai stato sostituito: ti basta controllare le letture e fare la semplice differenza tra l'energia immessa e l'energia prelevata. Se l'energia immessa in rete supera quella prelevata, significa che hai generato un’eccedenza a tuo favore
  • Se il contatore è stato sostituito di recente: bisogna ricostruire lo storico dei consumi precedenti oppure fare una richiesta formale di dettaglio dati ad E-Distribuzione (o al tuo distributore di zona).
  • Puoi anche scaricare i dettagli annuali dal portale GSE: all'interno dei conguagli, calcola la differenza tra energia immessa e energia prelevata, somma questo risultato per tutti gli anni.

Come conviene sfruttare l’eccedenza

Una volta scoperto di avere dei crediti nel cassetto GSE, ti trovi davanti a un bivio: liquidare l’eccedenza (ovvero richiedere il compenso economico maturato) oppure sfruttare il credito. Approfondiamo le 2 casistiche.

1. Vendere l’eccedenza (liquidazione)

Richiedere il bonifico al GSE può sembrare la scelta più rapida e conveniente; tuttavia, l’energia in eccedenza viene valorizzata ai prezzi di ingrosso (PUN), notevolmente inferiori rispetto al costo a cui acquisti l’energia in bolletta. In parole semplici: viene pagata pochissimo.
 
Inoltre, è tassata dall'Agenzia delle Entrate: la liquidazione delle eccedenze da parte del GSE viene considerata fiscalmente come "reddito diverso". Di conseguenza, la somma ricevuta deve essere inserita nella dichiarazione dei redditi e viene tassata in base al tuo scaglione IRPEF. In pratica, svendi l'energia e ci paghi pure le tasse sopra.
 
Consigliamo di optare per la liquidazione solo se la tua casa è totalmente elettrificata (es. hai già la pompa di calore e il piano a induzione) e non hai possibilità di distribuire ulteriormente i tuoi i crediti sui consumi interni.

2. Installare la pompa di calore (sfruttare le eccedenze)

Anziché svendere la tua energia e vederla tassata, la mossa migliore è utilizzarla per compensare o azzerare altre spese di casa, prima fra tutte il riscaldamento. La scelta più pratica e sostenibile è l’installazione di una pompa di calore elettrica. In questo modo:
 
  • Puoi eliminare la caldaia e puoi abbassare drasticamente o cancellare del tutto le bollette del gas
  • Usi l’elettricità d'inverno a costo azzerato: i maggiori consumi elettrici della pompa di calore verranno compensati e coperti proprio dai crediti che hai accumulato d'estate nel tuo cassetto virtuale GSE
  • Trasformi dei crediti "congelati" e svenduti in calore gratuito per la tua casa.


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Contattaci per una consulenza energetica gratuita. I tecnici Desamo analizzeranno il tuo profilo GSE per guidarti verso la soluzione di riscaldamento ideale e verificare l'accesso agli incentivi e bonus fiscali in vigore.

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FAQ sull’accumulo virtuale SSP

L'accumulo virtuale del GSE ha una data di scadenza?

No, nel regime di Scambio sul posto i crediti accumulati sotto forma di eccedenze non scadono a fine anno. Se non ne richiedi la liquidazione in denaro, rimangono salvati nel tuo cassetto GSE per compensare i prelievi negli anni futuri.

L'accumulo virtuale sostituisce la batteria fisica?

No, sono due concetti differenti. La batteria fisica (accumulo elettrochimico) accumula l'energia a casa tua per fartela usare poche ore dopo (la sera). L'accumulo virtuale è un conguaglio contabile del GSE che compensa l'energia immessa d'estate con quella prelevata d'inverno.

La liquidazione delle eccedenze GSE in Scambio sul Posto viene tassata?

Sì. L'Agenzia delle Entrate considera la liquidazione in denaro delle eccedenze fotovoltaiche come una vendita di energia e, quindi, come un “reddito diverso”. Per questo motivo l'importo percepito concorre alla formazione del reddito IRPEF.
 


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