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Crisi in Iran: come impatta su benzina e bollette di gas e luce
Desamo | Fotovoltaico e pompe di calore
Pubblicato da Marzia Diodati in #DESAMOSPECIAL · Venerdì 13 Marzo 2026 · Tempo di lettura 4:30
Copertina articolo blog

Crisi in Iran: come impatta su benzina e bollette di gas e luce

Perché la tensione Iran-Israele ci riguarda così da vicino? Facciamo una panoramica

Gli avvenimenti geopolitici degli ultimi anni ci fanno capire come la nostra quotidianità sia intrinsecamente legata ad eventi che, apparentemente e geograficamente, ci sono così distanti.
I mercati energetici globali sono tornati in una fase di forte instabilità. Le tensioni geopolitiche in Iran, unite alle fragilità delle rotte di approvvigionamento, hanno innescato un effetto domino che sta già colpendo le borse energetiche europee.
Per famiglie e imprese si tratta di un evento che riflette direttamente, adesso più che mai, sui costi in bolletta. Vediamo cosa sta succedendo e perché questa crisi ci tocca così da vicino.


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Cosa sta succedendo

L’aggravarsi del conflitto in Iran ha creato una situazione di estrema incertezza nel Golfo Persico. Le preoccupazioni principali sono militari e logistiche: l’Iran ha la capacità di influenzare, direttamente o indirettamente, la sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz.
Perché ci riguarda? Lo Stretto di Hormuz è un corridoio d’acqua in cui transita circa il 20% del petrolio mondiale e una fetta enorme del gas naturale liquefatto (GNL) destinato all’Europa.

Ogni minaccia di chiusura o rallentamento in questo corridoio diventa una tensione diplomatica e anche un forte segnale di allarme per le risorse destinate, appunto, all’approvvigionamento europeo.
 

Perché la crisi in Iran ci tocca da vicini

Mentre l’Iran occupa le prime pagine, c'è un altro nome che ci interessa direttamente: Ras Laffan. Situato in Qatar, questo è il centro nevralgico della produzione e dell'esportazione di GNL via mare.
 
Poiché l’Europa, e l’Italia in particolare, ha sostituito gran parte del gas russo con quello del Qatar, Ras Laffan è diventato il nostro principale fornitore energetico (che, inoltre, garantisce 1/5 dell’offerta globale di Gnl).
 
Qualsiasi tensione che minacci il passaggio delle navi metaniere nel Golfo mette a rischio proprio quel corridoio vitale che collega il Qatar ai terminali di rigassificazione (gli impianti dove il gas viene riportato in stato gassoso per il trasporto via terra) europei.
 

Principali aumenti dei prezzi legati alla guerra in Iran

Le tensioni in Medio Oriente innescano un effetto domino che colpisce direttamente il portafoglio di famiglie e imprese. Il cuore del problema risiede nel transito di petrolio e GNL attraverso lo Stretto di Hormuz che abbiamo appena visto nel paragrafo precedente: ogni minaccia in quest’area si traduce immediatamente in un aumento dei costi globali. Gli impatti sono tangibili e diffusi:
     
  • Gas naturale (GNL) – l’aumento del rischio di navigazione fa impennare i prezzi sui mercati, gonfiando le bollette domestiche
  •  
  • Carburanti (benzina e diesel) – il rialzo del prezzo del petrolio grava direttamente su logistica e trasporti
  •  
  • Settore chimico e fertilizzanti –  il gas non è solo combustibile, pertanto un aumento dei costi ricade anche sulla produzione agricola e industriale
  •  
  • Elettricità – il costo della luce è spesso legato a quello del gas (prezzo marginale), ogni crisi in quest’area trascina inevitabilmente verso l’alto il PUN nazionale
 
Questa instabilità esterna si trasforma rapidamente in inflazione interna: tutti abbiamo visto come, in pochi giorni, i costi della benzina siano letteralmente schizzati alle stelle.
 
Questo scenario complesso ci fa capire quanto sia importante il valore dell’indipendenza nelle nostre scelte: sebbene non abbiamo alcun potere di influenzare il prezzo del barile o le dinamiche geopolitiche globali, possiamo riprendere il controllo della nostra casa.
 
Forse bisogna iniziare a pensare a come raggiungere l’indipendenza energetica con una casa senza gas, o almeno il più possibile libera da questo. L’indipendenza energetica, oggi, diventa una scelta ambientale e anche una protezione concreta verso dinamiche globali sempre più instabili e incontrollabili.

Gli aumenti previsti (e già in atto)

I dati del GME (Gestore Mercati Energetici) parlano chiaro. A marzo 2026,PUN e PVS hanno registrato aumenti che non possiamo ignorare:
     
  • Il PUN (Prezzo Unico Nazionale) dell’elettricità è balzato sopra i 168 €/MWh, con picchi orari che superano i 230 € proprio nelle fasce di maggior consumo
  •  
  • Il PSV (il prezzo del gas in Italia) ha registrato un’impennata del 25% rispetto alla media di febbraio, tornando a livelli che non vedevamo da oltre un anno
 
Questi non sono semplici numeri: sono rincari che si tradurranno in bollette più pesanti già nei cicli di fatturazione delle prossime settimane. Secondo le stime di Goldman Sachs, il prezzo del gas naturale liquefatto potrebbe aumentare di +130%.

La risposta di ARERA

Di fronte a questa escalation, le istituzioni stanno cercando di correre ai ripari. L’ARERA, con la recente delibera n. 62/2026/R/gas, ha varato un intervento mirato per alleggerire la pressione sui consumatori.

Il provvedimento prevede una riduzione del 15% della componente tariffaria CRVI, attiva dal 1° ottobre 2026. Sebbene si tratti di un segnale positivo per contrastare gli effetti della crisi, resta chiaro che il costo dell’energia rimane strettamente collegato all’equilibrio geopolitico.
 
Questo ci dice solo una cosa: famiglie e imprese devono iniziare a riflettere seriamente su soluzioni di autonomia energetica.


Parti da qui

La crisi in Iran ci ricorda come la nostra tranquillità domestica dipenda da equilibri fragili a migliaia di chilometri da casa. Se non possiamo governare la geopolitica, possiamo però governare la nostra casa. Parti da qui per scoprire come rendere energeticamente indipendente la tua casa.
  
Fonti di questo articolo:


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