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Dal fuoco alla pompa di calore: la storia del riscaldamento domestico
Desamo | Fotovoltaico e pompe di calore
Pubblicato da Marzia Diodati in #DESAMOTECH · Giovedì 14 Maggio 2026 · Tempo di lettura 7 minuti
Tags: riscaldamento

Dal fuoco alla pompa di calore: la storia del riscaldamento domestico

Il futuro del riscaldamento torna elettrico. Un excursus storico sul riscaldamento domestico per capire da dove siamo partiti e dove ci stiamo dirigendo.

Oggi, pensare di vivere senza avere in casa i termosifoni, un camino oppure una stufa a legna o a gas è impensabile. Eppure, le comodità che diamo per scontate e ci sembrano quasi esistere da sempre hanno subito tantissimi cambiamenti nel corso dei secoli.
 
In questo articolo facciamo un salto indietro nel tempo per capire da dove nasce il riscaldamento domestico così come lo conosciamo, come siamo arrivati alle tecnologie odierne e perché il futuro parla (di nuovo) la lingua dell’elettricità, con una consapevolezza tutta nuova.


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L’era industriale e la centralizzazione del riscaldamento

Per comprendere realmente cosa sia successo dalla scoperta del fuoco alle moderne tecnologie odierne, dovremmo ripercorrere l’intera storia dell’umanità. In questo articolo, ci limiteremo a osservare l’accelerazione avvenuta con la Rivoluzione Industriale.
 
È nell’Ottocento che il riscaldamento smette di essere un rito attorno a un unico camino e diventa un sistema centralizzato. Grazie all’invenzione delle caldaie a vapore e alla diffusione della ghisa, nascono i primi radiatori.
 
Il calore non era più solo irraggiato da una fiamma libera, ma veniva trasportato attraverso tubazioni in tutta la casa. Sebbene i primi sistemi fossero alimentati a carbone e richiedessero una manutenzione costante, hanno gettato le basi per il concetto di comfort domestico moderno: il calore che arriva ovunque, in modo – più o meno – uniforme.



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Disclaimer: Video-sintesi creata con NotebookLM (Google AI) sulla base dei nostri contenuti tecnici e verificata dai nostri esperti Desamo

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La democratizzazione del petrolio e il dominio del gas

Il secondo dopoguerra segna una svolta con quella che potremmo definire una democratizzazione del calore. Con la massiccia ricostruzione e il boom economico, il riscaldamento cessa di essere un lusso e arriva nella maggior parte delle case. Siamo nel pieno dell’era della combustione fossile, di cui ancora oggi portiamo gli strascichi.
 
L’accesso a combustibili liquidi come il gasolio permette di installare impianti termici in ogni edificio, anche nei grandi condomini delle periferie in espansione. È il periodo delle grandi caldaie a gasolio che, pur essendo estremamente inquinanti e poco efficienti per i canoni moderni, hanno garantito per la prima volta un inverno senza freddo a milioni di famiglie italiane.
 
In quegli anni, l’elettricità stessa era largamente prodotta bruciando idrocarburi, rendendo anche le soluzioni elettriche costose e poco ecologiche.
 

Stufe e boiler elettrici: il lusso inefficiente dei ‘70

Gli anni ’70 sono il decennio del metano, la cui rete di distribuzione nazionale inizia a raggiungere capillarmente le città. Si diffondono sempre più nelle nostre case cucine con forni a gas, stufe a legna e i boiler elettrici per la produzione di acqua calda.
 
Molti di noi conservano il ricordo nostalgico di pomeriggi passati in famiglia davanti alle grandi cucine o alle stufe in ceramica. Ma se analizziamo quel ricordo con gli occhi di oggi, la realtà era diversa: ci si riuniva in un'unica stanza perché quelle soluzioni non erano abbastanza efficienti da riscaldare il resto della casa. Il riscaldamento era “a macchie”, poiché il calore non raggiungeva tutte le camere.
 
Anche i primi boiler elettrici per l’acqua calda erano apparecchi rudimentali, capaci di consumare enormi quantità di energia. Chi era adolescente in quegli anni ricorderà anche la crisi petrolifera del 1973 e l’Austerity: un evento che portò la prima vera consapevolezza globale sulla finitezza delle risorse, spingendoci a pensare per la prima volta all’isolamento termico, al risparmio energetico e a orari regolati di accensione per non sprecare combustibile.
 
Inizia ad aumentare anche la curiosità verso le alternative rinnovabili; ne abbiamo parlato in questo articolo sulle Origini del fotovoltaico: dal 1839 a oggi.
 

Il 21° secolo dei cambiamenti

Il nuovo secolo si apre con la larga diffusione delle caldaie a gas (ancora presenti in tante case). Il loro successo è dettato dalla maggiore comodità e pulizia rispetto ai combustibili solidi (il legno); tuttavia, questa comodità ci ha resi totalmente dipendenti dall’andamento dei mercati del gas e del petrolio.
 
Nel 2024, si apre una riflessione globale sugli effetti delle emissioni CO2 e viene introdotta la Direttiva Case Green con l’obiettivo di mitigare l’impatto ambientale del parco immobiliare europeo. Per farlo, vengono introdotti standard minimi di prestazione energetica a cui doversi adeguare (oltre a incentivi per agevolare la transizione energetica).
 
Se l’inizio del secolo è stato quello della combustione, oggi si parla invece di scambio termico. È il momento di:

  • Caldaie a condensazione – l’ultima frontiera del gas, capaci di recuperare il calore dai fumi di scarico per massimizzare l’efficienza
  • Scaldacqua in pompa di calore – hanno sostituito i vecchi boiler inefficienti, usando l’energia dell’aria per scaldare l'acqua con consumi ridottissimi
  • Pompe di calore e fotovoltaico – le moderne pompe di calore non generano calore, ma lo trasportano dall’esterno all’interno. Se alimentate da un impianto fotovoltaico, il cerchio si chiude: una casa autonoma, pulita e intelligente.
 
Oggi siamo nel pieno di un nuovo cambio di paradigma: la decarbonizzazione. L’elettrico torna nelle nostre case, ma con basi totalmente differenti.

Stiamo davvero tornando agli anni ’70?

Nel mercato degli ultimi 10 anni stiamo assistendo a una sorta di inversione di marcia: le soluzioni per il riscaldamento domestico e per la produzione di acqua calda sembrano orientarsi nuovamente a quelle utilizzate negli anni '70. Stufe a pellet, boiler elettrici e cucine “vintage” stanno tornando prepotentemente nelle nostre abitazioni.
 
Tutta questa tecnologia è semplicemente un ritorno al passato? Non proprio, facciamo una piccola digressione. Partiamo dalle cucine e dalle stufe “come una volta”: hanno l’aspetto dell’elettrodomestico che ricordiamo con nostalgia nelle case dei nostri nonni, ma non le stesse prestazioni. Inoltre, sono ormai largamente diffusi i fornelli a induzione, montati anche sui modelli più retrò.
 
Crediamo che la chiave per fare scelte consapevoli sia la conoscenza: bisogna essere consci anche dell’influenza che il marketing ha sulla nostra percezione dei prodotti (in questo caso, nostalgia marketing).
 
Ma la riflessione più importante riguarda la materia prima. Nel corso del nostro excursus storico, abbiamo visto che anche la produzione di elettricità necessitava (e necessita ancora oggi) di gas (meccanismo che ancora influenza il PUN tramite il sistema di prezzo marginale). Tuttavia, con l’avanzamento delle tecnologie rinnovabili, l’energia possiamo produrcela anche da soli grazie al fotovoltaico.
 
Questo cambia tutto: soluzioni un tempo considerate dispendiose ed energivore, come pompe di calore e scaldacqua elettrici, oggi diventano convenienti e sostenibili perché alimentate da fonti pulite e autoprodotte.
 
Ti lasciamo di seguito un approfondimento su come funziona e quanto consuma una pompa di calore. L’elettrico di oggi non è quello di inizio secolo: è il vettore della nostra indipendenza energetica.


In che punto della storia vuoi vivere?

Passare dal vecchio impianto a una soluzione efficiente e sostenibile è l’ultimo capitolo di questa evoluzione. In Desamo ti aiutiamo a rendere la tua casa tecnologicamente al passo con i tempi, lasciando i combustibili fossili nel passato che è arrivato il momento di superare.

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